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I Mulini di Pettorano sul Gizio

testo di Francesco Monaco, fotografie di Franco De Angelis

Nella valle Peligna, Pettorano Sul Gizio, sfruttando l'energia dell'acqua del Gizio, il fiume su cui sorge e da cui in parte prende il nome, è stato l'unico paese che fino agli anni cinquanta poteva vantare il possesso di tre mulini per la produzione di farina bianca e gialla e di una ramiera capace di lavorare il rame e farne fogli che venivano,successivamente, utilizzati per la produzione di oggetti di uso quotidiano come i mestoli, i paioli e le famose conche che le donne trasportavano piene di acqua, sistemate sulla propria testa , dalle fontane pubbliche nelle proprie abitazioni.

Dopo gli anni cinquanta , con lo sviluppo delle nuove tecnologie, mulini e ramiere ad acqua sono caduti in disuso. Le amministrazioni recenti hanno pensato che, recuperate alla fruizione del pubblico, queste strutture avrebbero potuto portare ancora benefici ai Pettoranesi e così nell'arco di un quinquennio, il lavoro di recupero è stato completato ed ha dato luogo al polo di "Archeologia Industriale" che i cittadini, le scolaresche e i gruppi organizzati sono invitati, calorosamente, a visitare.